Tratto da Exibart - Giada Bartolini
11 giugno 2026
La prima edizione di un’esposizione sull’arte emergente in Italia, nella selezione di un centinaio di artisti a Bassano del Grappa
In psicoanalisi esiste il meccanismo della negazione (o Verneinung in tedesco) quando un desiderio, un’attesa, un riconoscimento che a parole si nega, inconsciamente si vuole che si realizzi. Una sorta di mantra scaramantico, anti narcisista: certo Bassano non è l’ombelico del mondo, ripetuto e ribadito durante l’incontro stampa di presentazione di Ensemble 2026. Prima edizione di un progetto espositivo biennale sull’arte emergente in Italia, selezionando un centinaio di pittori e pittrici under 40 assemblati negli spazi della Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura contemporanea di Bassano del Grappa.
Una pre-cauzione, forse, non del tutto necessaria se la Fondazione, come rivelato dal suo presidente Antonio Menon, può vantare artisti del calibro di Giovanni Frangi. La cui intensa ricerca pittorica si mantiene sempre nel solco della natura. In Notte tempo le strisciate azzurre mitigano le cromie più scure. Facendo dell’espressività del colore, comunque, la sua cifra espressiva che lo caratterizza, senza mai cadere nella pura astrazione. O di Andrea Martinelli. Ne Il volto senza fine, i dettagli sottolineati nel profondo, i percorsi arati di una miriade di fiumi prosciugati segnano un volto in decadenza che tuttavia rivendica ancora il vigore dello sguardo.
La narrazione
Gli autori sono stati scelti dal curatore Cesare Biasini Selvaggi e dai suoi collaboratori per testimoniare le trasformazioni e le complessità della contemporaneità. All’interno della quale negli ultimi cinquant’anni si sono verificati cambiamenti, negli oggetti e nelle idee più che in tutti i secoli precedenti. Mettendo in crisi la tradizionale narrazione dell’arte per l’avvicendarsi di poetiche che hanno generato uno spettacolare pluralismo estetico. Con fenomeni che, tra trasgressioni che non trasgrediscono e affannosi ritorni all’ordine, nascono coesistono si sovrappongono svaniscono etichette di comodo che hanno indebolito, se non castrato, ogni tentativo di egemonia culturale.
Sembra che oggi non esista una narrazione unica in grado di comprendere queste differenze e queste pluralità. Preso atto della presenza di varie modalità di lettura sul significato dell’arte oggi, Ensemble 2026 offre al pubblico un’inedita geografia del contemporaneo italiano per facilitarne l’orientamento. Con un particolare focus dedicato alla pittura emergente in Veneto realizzato con la collaborazione di Simone Ceschin. Basandosi su di un presupposto: nonostante la tendenza dominante sembra quella di svilire l’arte della pittura, a favore di altri medium in voga, come per decretarne la morte clinica per dirla con Jean Clair, la pittura resiste. Il figurativo resiste.
Una pittura che non arretra di fronte al disordine ontologico della vita, allo scandalo del reale, alle violenze pubbliche private politiche che calpestano la dignità dell’essere. Mettere le mani nel fango dell’esistenza, trasformando ogni volta il rimasuglio in poesia. Senza esibizioni provocatorie e senza abdicare alla forma.
Sguardo d’insieme
Non è una pura e semplice rassegna, ma un voler sostenere i pittori degli anni Novanta e attivi in Italia che troppo spesso non trovano spazi adeguati per farsi notare. E se Bassano diventasse per loro, veramente, l’ombelico del mondo? Anche se il titolo della rassegna, Ensemble, vuole sottolineare il valore dello sguardo d’insieme rispetto alla preponderanza del singolo, e poi quest’ultimo che alla fine può suscitare un certo particolare interesse in chi guarda, senza delegittimare chi gli sta a fianco o di fronte.
Il Quiet the room di Riccardo Albiero rimanda a Vilhelm Hammershøi, il pittore del silenzio. Anche in questo caso la stanza è vuota senza orpelli, senza arredi superflui. Anche se le cromie sono più diversificate. Il cane sembra non vedere la via d’uscita che gli viene prospettata. Nel Senza titolo di Vismeh Raha, una sorta di parziale meteorite o una protofigura dal profilo scheggiato sembra intrappolata in una cornice che ne deprime lo spazio vitale.
In Mi rivelo con la notte, Dorotea Tocco introduce l’osservatore in uno spazio intimo dove domina una figura femminile circondata da oggetti sparsi e presenze enigmatiche. La protagonista non si offre completamente allo sguardo, ma appare assorta in un rituale privato.
ENSEMBLE_2026. Osservatorio biennale sulla pittura emergente in Italia
Fino al 30 settembre 2026
Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea
Bassano del Grappa (VI)
artslife.com/2026/05/31/pittura-emergente-in-italia-a-bassano-ensemble-2026/
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