Tratto da ARTUU - Alessandro Riva
31 maggio 2026
La mostra Croci incomplete, curata dalla storica e critica d'arte Roberta Tosi, in collaborazione con Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, rappresenta un itinerario totalmente inedito che indaga gli aspetti più controversi dell'animo umano, in una società in continuo cambiamento alla luce della potente arte di Sergio Padovani. Una pittura viscerale, la sua, e senza compromessi, che scava nel profondo e possiede un'intrinseca forza narrativa, capace di concentrarsi sull'umanità per catturarne la complessità, la follia e la sofferenza. Allo stesso tempo, Padovani accoglie però anche la luce insopprimibile di uno sguardo salvifico, mostrando come tutte le «croci» non portino necessariamente alla catastrofe, ma aprano alla redenzione nella loro incompiutezza. La mostra presenta così un'occasione unica per avvicinarsi all'arte di questo artista «la cui pittura non lascia mai incolumi», come dice la curatrice Roberta Tosi, in un contesto unico e suggestivo come la Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani, dove le venti opere di Padovani entrano in dialogo ideale e profondo con l'architettura, i dipinti e gli affreschi custoditi al suo interno.
Il percorso artistico di Padovani non è nella consuetudine, non ha attraversato le regole e vincoli accademici tradizionali, bensì si è elevato dalla musica sperimentale alla pittura.
Padovani dipinge alla maniera delle antiche botteghe rinascimentali, impastando polveri e misture, e mescolando il colore con materiali assolutamente contemporanei, quali bitume o le resine, come se stesse traghettando nella contemporaneità le sue visioni primigenie. Di fronte alla tela, Padovani crea senza partire dalla base di un disegno, obbedendo a una voce interiore che arriva a stanare l'immagine attraverso un processo creativo.
Le opere presenti in mostra sembrano incarnare un conflitto tra il terreno e il trascendente, mettendo in dialogo dipinti che affrontano il tema della grazia e della possibilità, ma anche della sconfitta e del dolore, la trasformazione sempre ineludibile di ciò che ci rende pienamente umani. I suoi lavori raccontano storie di luce e ombra, di cadute e risalite. La pelle, raramente esposta, si erge come un potente simbolo dei limiti umani, interrogandosi sulla «croce» vissuta con ogni giorno, una domanda aperta sulla nostra stessa esistenza. Oppure il Trittico Origine, Esistenza, Fine, realizzato per una prestigiosa mostra parigina lo scorso anno, un'odissea visiva che seduce e inquieta, invitando lo spettatore a confrontarsi con il ciclo della vita. Ogni pannello è un capitolo di un racconto profondo, un'esplorazione di ciò che significa essere umani in un mondo in costante evoluzione. Ma è l'opera che dà il titolo alla mostra, Croci Incomplete, a fungere da fulcro di questo viaggio. Un piccolo scrigno che racchiude le esperienze di ogni individuo, rivelando le complessità e le speranze celate nel cammino di ciascuno. Qui, Padovani ci ricorda che non tutte le croci portano alla catastrofe; piuttosto, nella loro incompiutezza, possono aprire la strada a una redenzione sempre possibile.
Le parole dell'artista
Sergio Padovani: «Il titolo della mostra, "Croci incomplete", non è solamente il titolo di una delle opere esposte, ma, rappresenta, iconicamente, tutto il mio percorso artistico. Il simbolo, antichissimo, della croce, abbandonando per un attimo la sua valenza religiosa, rappresenta, attraverso due semplici linee perpendicolari, il punto di incontro tra cielo e terra, tra finito ed infinito, tra una dimensione reale ed una irreale e, soprattutto, nella mia personale lettura, l'individuazione di un fulcro centrale attraverso 4 punti cardinali, 4 flussi di influenze diverse. La mia pittura, da sempre ispirata dalle diversissime condizioni dell'epoca in cui vivo, cerca continuamente di trovare un unico piano di percezione del circostante che, al medesimo tempo, "trascina" con sé un fiume di informazioni plurime e, in alcuni casi, subliminali. Idealmente la sua rappresentazione più semplice è appunto la croce. Non a caso una croce non finita, incompleta, è da me disegnata sul retro delle mie opere, a testimoniare la continuazione di un percorso in perenne divenire, in eterna ricerca. Ricerca che si muove attraverso il sacro, la carne, il non luogo, la deformazione, la vita personale dell'autore e soprattutto attraverso una lacerante, intima verità. Ecco, quindi, che questa mostra vuole proporre l'idea della creazione attraverso le diversità costanti che si affollano disordinatamente nelle nostre vite.»
Le parole della curatrice
Roberta Tosi: «Sergio Padovani è un artista innestato sul sentimento del Sublime. Un proto-romantico oserei direi. Ritrovo il suo scuotimento nei grandi poeti del passato, nella sensibilità o negli abissi di un Baudelaire o di un Rimbaud… quel grido, quel guardare attraverso l'esistenza, la realtà per scoprirne l'inviolabile segreto. Questo passaggio non lascia incolumi. La pittura di Padovani non lascia incolumi. Mai. E in una società che ti spinge ad accelerare e a correre costantemente, la sua arte ti obbliga invece a sostare e ad ascoltare. La luce che attraversa infatti le ferite della sua pittura si rivela solo per chi accetta la scommessa con la vita e l'infinito.»
Note biografiche
Nato a Modena nel 1972, Sergio Padovani ha iniziato il suo percorso artistico attraverso la musica prima di dedicarsi alla pittura nel 2007. Con notevole forza, originalità e talento, ha rapidamente ottenuto riconoscimenti, esponendo il suo lavoro nelle principali città italiane, tra cui Milano, Palermo, Padova, Ferrara, Modena, Bologna e Roma. I suoi dipinti hanno ottenuto numerosi premi e impreziosiscono le collezioni di tutto il mondo.
Negli anni è finalista di numerosi premi, tra cui il Premio Arte Mondadori, il Premio Celeste, il Premio Combat, il Premio Vasto e il World Wide Kitsch International Competition. Nel 2009 vince il premio Arte Laguna, nel 2011 è alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia, sezione regionale Torino; nel 2016 è protagonista alla Biennale del disegno di Rimini. Nel 2017 il Museo Diocesano di Arte Sacra di Imola ospita la sua personale Sanctimonia, l'anno dopo espone al Palazzo Ducale di Castelnovo né Monti (RE) e alla Rocca Sforzesca di Riolo Terme (RA). Nel 2019 la sua mostra L'invasione inaugura The Bank Contemporary Art Collection a Bassano del Grappa (VI), ora Fondazione THE BANK ETS. Nel 2021 la Fondazione Stelline di Milano ospita la sua personale I folli abitano il sacro; alla fine dello stesso anno è l'artista scelto per rappresentare con il suo quadro Stelle Aperte il complesso «rapporto artistico» tra Dante e Giotto nella grande collettiva dei Musei Civici Eremitani di Padova, dal titolo A riveder le stelle. Nel 2022 espone nella Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino (PG), l'anno seguente al Reial Cercle Artistic de Barcellona, in Spagna.
Nel 2024 la mostra itinerante Pandemonio, promossa dalla Fondazione THE BANK ETS e curata da Cesare Biasini Selvaggi con Francesca Baboni e Stefano Taddei, viene presentata ai Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, con successive tappe a Modena e Bassano del Grappa (VI). Ad aprile 2024 inaugura la sua personale in Francia, alla Galerie Schwab Beaubourg di Parigi, in collaborazione con Fondazione THE BANK ETS. Dal 2023 la sua ricerca musicale, precedentemente interrotta, torna prepotentemente a fare da contraltare alla pittura, accompagnando e ampliando il «corpus» artistico di Padovani, nel suo costante e continuo divenire.
Le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni sia in Italia che in Europa ed in permanenza al Museo Diocesano d'Arte Sacra di Imola, al MACS di Catania, al Museo Michetti (CH), al MCA di Camo (CN), al Museo Ruggi d'Aragona (CS), alla Fondazione THE BANK ETS di Bassano del Grappa (VI).
www.itinerarinellarte.it/it/mostre/sergio-padovani-croci-incomplete-16506#google_vignette
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