Roma, Italia 1961
Verrelli Marco nasce a Roma nel 1961.
Artista autodidatta, ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero, in particolare a Roma dove ha tenuto la maggior parte delle sue personali, tra le quali, nel 2001, quella ospitata all’Accademia Nazionale di San Luca.
Marco Verrelli è un artista che ha saputo elaborare e sviluppare una delle linee portanti che caratterizzano l’arte italiana del Novecento, quella visione che coglie il nucleo di mistero che si nasconde nelle cose che ci accompagnano ogni giorno. questo sguardo è quello che da de Chirico a Boccioni, da Sironi a Scipione si sofferma sugli edifici, sulle strade o sulle coste con i loro fari scoprendo il nucleo vivo e ignoto della loro presenza, un aspetto che non eravamo stati in grado di vedere e che invece era lì da sempre, pronto a manifestarsi. In questo senso, l’altro riferimento a Edward hopper (anticipatore della visione iperrealista), che correttamente viene spesso avanzato parlando di Verrelli, ha una sua evidente connessione con il contesto italiano già proposto, anche per l’influenza dechirichiana che denunciano i fari del maestro americano, legati alle torri metafisiche del pictor optimus, in un rapporto che si avverte con evidenza proprio nei fari dipinti dallo stesso Verrelli. Anche per questo, quando ci si trova a notare il riflesso di un neon su un tram, il sole calante che dà un tono particolare alla vernice di un traliccio o il cielo che si riflette sulla cromatura di un guardrail non si può fare a meno di pensare alla capacità di rivelazione che appartiene ai quadri di Verrelli, la sua sensibilità nello scoprire nessi inattesi in quello che ci circonda. Seguendo la necessità di quella visione “architetturale” che, dalle piazze italiane di de Chirico in poi, ha segnato profondamente la visione del Ventesimo secolo, da Dalì a Hitchcock fino alle progettazioni postmoderne o a un videogioco come ICO, Verrelli scopre infatti il mistero urbano dei piloni e dei cavalcavia, l’arcano dei fari e delle strade che si allungano sul mare, il transito dei passeggeri negli aeroporti e la stasi di chi aspetta qualcosa, immagini visionarie di un futuro, segnali di una visione metafisica della rappresentazione trasferita in pittura, a cui Verrelli regala il suo codice personale. Nelle sue evoluzioni, il percorso di Marco Verrelli è stato comunque sostenuto da una costante attenzione per la qualità pittorica incentrata su una salda capacità tecnica da cui nascono risultati di sicura e indubbia maestria. Verrelli su questa base ha dato vita a un tragitto di purificazione formale e mentale che ha costantemente rarefatto gli elementi dei suoi quadri senza però perdere la solidità plastica che è uno degli elementi più importanti e uno dei centri fondanti della sua opera.
“La pittura di Marco Verrelli, nella sua raffinata e rigorosa stesura, sembra nascere per rappresentare le forme e la materia di un mondo parallelo, le molte realtà di una dimensione alternativa dove tutto è stato sostituito e dove la natura appare ricostruita in modo assolutamente artificiale. Non a caso, Verrelli predilige il metallo, la plastica, i neon che brillano su oggetti e edifici posti spesso in luoghi asettici, territori dove la presenza dell’uomo appare superflua e quasi disturbante, in opere dove il colore si accende spesso di luminescenze chimiche e di splendori acidi” (Lorenzo Canova).
Vive a Roma.