Artisti

Renzo Vespignani

Renzo Vespignani

Roma, Italia 1924

Renzo Vespignan , nato il 19 febbraio 1924 a Roma, è stato un pittore e incisore italiano che si è affermato come una figura centrale nel panorama artistico italiano del XX secolo. Figlio di Guido Vespignani ed Ester Molinari, e pronipote dell'architetto Virginio Vespignani, è cresciuto in un ambiente culturalmente ricco. Dopo la perdita del padre, un rinomato chirurgo e cardiologo, lui e la madre si trasferirono nel quartiere operaio di Portonaccio, vicino a San Lorenzo a Roma. Fu durante questo periodo di difficoltà e di occupazione nazista che Renzo Vespignani iniziò a disegnare, raffigurando la dura realtà che lo circondava, come le rovine della guerra e la vita quotidiana degli emarginati.
La sua arte si esprime in varie forme: pittura, illustrazione, scenografia e incisione. Durante l'occupazione nazista, si rifugiò presso l'incisore Lino Bianchi Barriviera, che divenne il suo primo maestro. In questi anni, Renzo Vespignani subisce l'influenza di artisti come Alberto Ziveri e Luigi Bartolini, e mostra un chiaro interesse per l'espressionismo di George Grosz e Otto Dix.
Nel 1945 tiene la sua prima mostra personale e inizia a collaborare con diverse riviste politico-letterarie, come " Domenica ", " Folla ", " Mercurio " e " La Fiera Letteraria ", contribuendo con scritti, illustrazioni e disegni satirici. La sua opera di questo periodo riflette il tentativo di ricostruire un'Italia devastata dalla guerra.
Renzo Vespignani è attivo anche come scenografo, lavorando a produzioni come " I giorni contati " e " L'assassino " di Elio Petri, oltre a collaborare a progetti di Hans Werner Henze e Bertolt Brecht. Come incisore, realizza oltre quattrocento opere utilizzando tecniche come l'acquaforte e la litografia .
Negli anni Cinquanta, Renzo Vespignani inizia a ottenere riconoscimenti a livello internazionale. Partecipò alla XXV Biennale di Venezia nel 1950, dove ricevette il primo premio per il bianco e nero, e continuò a partecipare a mostre sia in Italia che all'estero. Nel 1956 fondò la rivista " Città Aperta ", incentrata su temi di cultura urbana, e iniziò ad allontanarsi dal Neorealismo, esplorando temi legati alla realtà italiana del dopoguerra.
Durante gli anni Sessanta e Settanta, Renzo Vespignani si dedicò a grandi cicli pittorici che riflettono la crisi della società del benessere, come " Imbarco per Citera " e " Album di Famiglia ". Queste opere offrono una critica tagliente della società contemporanea, spesso attraverso una lente polemica e introspettiva.
Il suo profondo legame con la letteratura si manifesta attraverso le sue numerose collaborazioni come illustratore. Renzo Vespignani lavora su testi classici e contemporanei, tra cui il " Decamerone " di Boccaccio, le poesie di Leopardi, le opere di Kafka ed Eliot, e molto altro.
Nel 1999 è stato eletto Presidente dell'Accademia Nazionale di San Luca e nominato Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Questo riconoscimento sottolinea il suo significativo contributo alla cultura e all'arte italiana.
Renzo Vespignani muore il 26 aprile 2001 a Roma, lasciando un'importante eredità artistica e un segno profondo nel panorama culturale italiano e internazionale.

Ritratto di Titina

Tecnica mista su carta applicata su tela

  • 186,5
  • 118 cm


1969





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