Artisti

Andrea Martinelli

Andrea Martinelli

Prato, Italia 1965

Andrea Martinelli nasce a Prato il 12 marzo 1965, dove vive e lavora.

Diplomato all’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze, nel 1988 vince il Premio “Tito Conti”, con il quale l’Accademia delle Arti del Disegno gli assegna, come borsa di studio, un prestigioso atelier in piazza Donatello a Firenze, per cinque anni. Dal 1992 al 1993 dipinge con grande intensità una serie di opere dal titolo “Senescenze”, che attirano l’attenzione del critico e storico dell’arte Giovanni Testori, opere che verranno esposte prima a Firenze presso l’Accademia delle Arti del Disegno, poi a Milano alla Compagnia del Disegno. Sarà l’inizio di una serie di mostre personali e collettive in sedi pubbliche e private molto importanti, sia in Italia che all’estero, ra cui ricordiamo le personali a Strasburgo al Parlamento Europeo, al Frissiras Museum di Atene, allo Scheringa Museum di Amsterdam, al Panorama Museum di Bad Frankenhausen in Germania, alla Fondation Rustin di Anversa e al Museo della Permanente di Milano.

Nel 2003 e nel 2011 è presente alla Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia. Sempre nel 2011, il Padiglione Italia, diretto da Vittorio Sgarbi, promuove una sua mostra personale al Museo Pecci di Milano in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Il 2018 è l’anno di due grandi eventi. A marzo si inaugura un’antologia delle sue opere a Palazzo Ducale di Urbino a cura di Vittorio Sgarbi dal titolo “L’ombra, gli occhi e la notte”. A luglio invece si inaugura la personale “Guardami e ti dirò chi sei” presso il Refettorio di Santa Maria Novella a Firenze, curata da Elisabetta Sgarbi in occasione della Milanesiana.

Nel 2019 si è svolta una grande antologica alla Fondazione Giorgio Conti (Palazzo Cucchiari) di Carrara, “Andrea Martinelli. Storie di uomini e ombre. Opere 1999-2019”, curata da Massimo Bertozzi e Antonio Natali. Dal 2014 Martinelli è membro dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze.

Andrea Martinelli è un disegnatore raffinatissimo, formidabile e spietato, che sembra pescare indifferentemente dalla tradizione del disegno italiano cinquecentesco come dal freddo disincanto della Nuova oggettività tedesca. Sempre concentrato sulla minuzia tecnica del segno, il suo lavoro ha via via perso i lati più ostinatamente cupi e drammatici per caricarsi di una leggera e divertita poesia delle cose quotidiane.

Il cercatore di luce

Tecnica mista su carta intelaiata

  • 180
  • 120 cm


2017





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