Artisti

Andrea Di Marco

Andrea Di Marco

Palermo , Italia 1970

Andrea Di Marco nasce il 25 giugno 1970 a Palermo, alle pendici del Montepellegrino e nelle vicinanze dei complessi che ospitano la Fiera del Mediterraneo, il mercato ortofrutticolo e i Cantieri navali, elementi che rientreranno nel suo immaginario pittorico.

Frequenta il liceo Artistico “La Marmora” di Palermo dove conosce amici e futuri colleghi che lo accompagneranno tutta la vita. Dopo il diploma si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Urbino insieme a Fulvio di Piazza. Qui conosce un altro pittore palermitano, Alessandro Bazan, con cui formerà, insieme a Francesco De Grandi e allo stesso Di Piazza, la cosiddetta Scuola di Palermo. Spinto dai docenti e dalle nuove relazioni, Di Marco inizia a sviluppare la propria tensione verso la pittura, esponendo sin da giovanissimo i propri lavori.

Le prime opere sono caratterizzate da un linguaggio pittorico ironico e sagace, ricco di citazioni e riferimenti a un immaginario che si ispira ai fumetti, alle immagini della storia dell’arte o alle piccole scene della vita quotidiana. L'arte di Andrea Di Marco appartiene al mondo reale, al mondo sensibile, che il pittore palermitano esplorava e ricercava incessantemente. Il mondo che l'artista andava di volta in volta esplorando veniva mappato in topografia fatta di passaggi segreti, di strade interrotte, di luoghi di sosta e di ritorni parziali, di sentieri nuovi e di altri abbandonati, ripercorsi e sbagliati. Ogni piccolo passo e ogni dettaglio della sua esplorazione erano giudicati dal desiderio di superare quella tensione tra mondo reale e mondo ideale che solo la pratica quotidiana e schiva della pittura può mantenere viva. Ogni piccolo passo lo spingeva sempre più all'interno del regno infinito della Poiesis, del fare, ovvero della facoltà di creare mondi e raccontarli per immagini da ridonare al mondo attraverso il filtro delo pensiero individuale, introiettivo e proiettivo. Un continuo prendere dal mondo e ridare nel mondo la base di tutte le forme di espressione da cui Di Marco, in tutta la sua opera, non si è mai allontanato. Il mondo e la sua immanenza, quindi, sono il fondamento necessario che caratterizza la sua arte e allo stesso tempo ne caratterizza il fine.

Conclusa l’Accademia decide di tornare a Palermo. Nello stesso periodo inizia a esporre i propri dipinti in musei e gallerie private. Nella seconda metà degli anni Novanta viene riconosciuto come uno degli esponenti della “Nuova Figurazione Italiana”, tendenza che allora si stava imponendo all’insegna di un marcato ritorno alla pittura figurativa. Fucina di questa nuova tendenza fu lo storico studio di via Gemmellaro condiviso dai quattro artisti palermitani, che di fatto aprì la strada all’affermarsi della scena artistica cittadina.

Nel 2001 viene consacrata la Scuola di Palermo con la mostra “Palermo Blues” ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo e alle Cartiere Vannucci di Milano, da lì in poi Di Marco esporrà in numerose mostre, all’estero – Bruxelles, Berlino, Stoccarda, Houston tra le altre – e in Italia, dove vince la seconda edizione del Premio Fabbri e partecipa alla XV Quadriennale di Roma. In questi anni la sua pittura si emancipa dalla figura umana; gli scorci urbanistici e paesaggistici che facevano da sfondo agli inserti visuali si popolano ora di oggetti abbandonati o in disuso.

Il realismo di Andrea Di Marco lo porta a essere sempre più identificato con Palermo e la Sicilia, mettendo in evidenza il suo sguardo beffardo e allo stesso tempo malinconico sugli oggetti che affollano la nostra esistenza quotidiana.

Nel 2010 partecipa a una residenza d’artista a Basilea, l’anno seguente è alla GAM di Palermo con la mostra “Almanacco o Diario per il diletto Comune”, occasione in cui la città riconosce in lui uno dei più fedeli e ironici cantori. Andrea Di Marco si spegne prematuramente il 2 novembre 2012.

Bombeiros

Olio su tela

  • 70
  • 130 cm


2009





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