Artisti

Claudio Magrassi

Claudio Magrassi

Tortona, Italia 1969

Claudio Magrassi nasce nel 1969 a Tortona (AL), dove vive e opera.

Si diploma al 1° Liceo Artistico di Torino, approfondisce le tecniche pittoriche studiando l’arte antica e frequentando l’atelier di artisti affermati, tra i quali Luigi Benedicenti. Predilige l’olio su tela.

Il suo percorso, partito dall’iperrealismo e da soggetti quale la natura morta, si va ora sviluppando in una pittura istintiva e irruenta. La visione metropolitana della religiosità, ed il concetto di elaborazione della struttura umana vengono utilizzate per rendere più incisive le sue opere. I soggetti dei suoi quadri sono calcografie deviate del conosciuto. La dedizione con cui seleziona i propri modelli è la stessa determinazione con cui l'assassino seriale sceglie le proprie vittime. Magrassi filtra infatti sensibilmente quel grado di attinenza che, come un'improvvisa intuizione a-razionale, occasiona la sopravvivenza di un quasi-ricordo, relazione di familiarità indiretta fra un illustre sconosciuto e un soggetto d'esperienza realmente esistito che ha inciso profondamente nell'animo del pittore tracciandone il resoconto biografico. E la pervicacia con cui il Magrassi seleziona i soggetti che condividono quella misteriosa attinenza immaginifica con persone sconosciute prende fin da subito la forma dell'ossessione: la "vittima" deve essere fatta in questo modo e non altrimenti. Fra devianza psicopatica e insight pittorico, un unico codice. I quadri di Claudio Magrassi, sovente nati dal sogno, vengono sempre preparati a gesso con inserti di vecchie lenzuola strappate, come giacigli predisposti ad accogliere un fantolino, come mappature del derma da cui promani l'odore di un ritratto o di un corpo. Magrassi sporca la base pittorica e successivamente la recupera chiarificandola, producendo una sorta di metamorfosi alchemica dell'agglomerato pittorico. Distruggere per ricostruire. I suoi quadri risentono degli scenari totali del Caravaggio e dell'uso selettivo della luce che questi realizzò. Nonchè dell'enfatizzazione della spontanea e naturale irruzione luminosa d'un Vermeer. Non omettendo di tributare quella logica della sensazione che il compianto Gilles Deleuze tematizzò a proposito della pittura di Bacon. Perchè Claudio Magrassi sta tutto qui, nel dipingere senza compromessi e per se stesso, preservando la fascinazione per l'inatteso che esalta il suo esserci, al punto da trovarsi catapultato in strutture dimensionali alternative all'esistenza nel mondo là fuori ma non per questo aliene rispetto al fatto semplice di vivere.

Asches

Olio su carta incamottata su tela

  • 120
  • 140 cm


2014





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