Senago, Italia 1966
Davide Nido nasce a Senago (Milano) nel 1966.
Dopo il liceo artistico, si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). All’inizio del suo percorso accademico Davide sceglie, insieme ad Aldo Mondino, di cui è amico e con cui collaborerà felicemente per 5 anni , i suoi professori: Luciano Fabro e Tommaso Trini.
Davide Nido ha trovato, e di fatto inventato, una sua forma espressiva, un linguaggio, una sua cifra stilistica peculiare, originalissima, inconfondibile - in breve, unica. Astratto? Decorativo? Optical? Newpop? Neospazialista? Il linguaggio di Nido fatalmente sfugge a ogni definizione, a ogni declinazione troppo angusta. Di certo, c'è il dato di fatto che il suo lavoro sulla composizione e sulla forma e la sua approfondita e originalissima ricerca sui materiali ne hanno fatto un punto di riferimento imprescindibile, in italia, per la riflessione intorno al rapporto tra astrazione e decoratività. Lo stesso concetto di decorazione, fino a pochi anni fa considerato svilente per l'arte di ricerca, è stato in questi ultimi anni rivalutato e riportato al centro del dibattito artistico, come una delle possibili chiavi di rafforzamento e di rinnovamento del processo artistico, anche grazie alla sua ricerca. Davide Nido ne ha fatto uno dei capisaldi del suo operare, ridefinendolo in chiave colta ed estremamente articolata, arrivando a una sorta di iperdecoratività che ha rimandi nell'arte optical e spazialista, e che ha nel concetto di "ripetizione differente", teorizzata dal francese Gilles Deleuze, una delle sue chiavi di lettura più calzanti. La trama stessa dei suoi complessi labirinti artificiali, realizzati attraverso la reiterazione di elementi modulari, spesso di forma circolare, sulla superficie della tela, con l'utilizzo di materiali atipici per la pratica artistica tradizionale, come le colle siliconiche sparate a caldo sulla superficie pittorica, diventa così la metafora di un nuovo modo di fare arte, non più legato alla rappresentazione nè alla riflessione diretta delle problematiche sociali o antropologiche del mondo, bensì a un mix di armonico processo frattale e autogenerato che vede, nel suo ripetersi sempre uguale e sempre differente, un'analogia coi processi costitutivi del linguaggio, della struttura del mondo e della stessa forma del cosmo e della natura.
Con molta passione si è anche dedicato all’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Napoli, poi quella di Torino ed infine, tornando alle sue origini, a Milano presso l’Accademia di Brera. Nonostante le grandi difficoltà nel corso della sua vita dovute alla sua salute, fino all’ultimo è rimasta intatta in lui la voglia e la forza di progettare e vivere con determinazione e generosità la sua vita personale e di artista.