Artisti

Marco Martelli

Marco Martelli

Firenze, Italia 1968

Marco Martelli nasce nel 1968 a Firenze dove vive e lavora.

Frequenta la Facolta' di Architettura e dipinge da quando aveva otto anni. Non ha una formazione accademica alle spalle, ma ha al suo attivo dal 1997 partecipazioni a concorsi di pittura e a collettive in gallerie a Firenze e in Germania.

«Lo sguardo rivolto in alto. Il cielo è onnipresente, tanto che spesso sembra essere il protagonista. Se fossimo dentro i quadri di Marco Martelli e girassimo un po’ lo sguardo, dovremmo appoggiare la mano alla fronte e concedere agli occhi una cortina d’ombra, tanta è la luce. Prospettiva. Fotografia. Sono due elementi tecnici fondamentali di questa pittura. E correlati. La prospettiva come necessità di riproduzione tridimensionale la ricordiamo già con Giotto, poi geometrica e brunelleschiana, moderna, nel Rinascimento (e solo con il Cubismo e Futurismo, nel XX secolo, viene negata). I primi tentativi di “scrittura della luce” risalgono anch’essi al Rinascimento: con la camera oscura già studiata da Leonardo, usata nel secolo dei lumi dai vedutisti veneziani; poi è la volta della lanterna magica, la scatola delle meraviglie proiettate come fantasmagoriche apparizioni nel buio. (…) Marco Martelli viaggia con la macchina fotografica al collo, registra panorami, persone, architetture, o crea nuove composizioni assemblando lui stesso elementi diversi da fotografare. Prima di passare alla fase-pittura. I cieli, le nuvole, sulle tele si contornano di bagliori che sembrano andare addirittura al di là del vero, sembrano voler esasperare la bellezza attraverso lo sconfinamento nel digitale. Tutto ciò è reale? È surreale? O forse, come scriveva un tempo Magritte, è semplicemente la realtà in cui viviamo a non essere osservata nella sua verità? Forse il mondo è meno logico di quel che sembri, più magico delle fiabe. Camminare guardando in basso è sintomo di introversione, di piegamento su se stessi sotto il peso di una grande cappa gassosa. Camminare guardando verso l’alto (tenendo i muri a debita distanza!) non è sintomo di atteggiamento diametralmente opposto, non è semplicemente simbolo di apertura al cosmo (camminare con la testa “fra le nuvole” è ben lontano dall’essere comunicativi), ma desiderio di conoscenza di questo, andando anche oltre – non è un caso che l’atto della preghiera avvenga alzando gli occhi al cielo. La prospettiva che si riconosce nei quadri di Martelli è quella del sottinsù: tra le più celebri dell’arte italiana è la volta della Camera degli Sposi del Mantegna a Mantova, dove la vicinanza tra l’osservatore e gli elementi prospettici è evidenziata da una posizione perpendicolare di chi osserva rispetto al punto di fuga; in quella di Martelli, invece, si avverte una distanza, una propensione verso qualcosa di irraggiungibile.

Domenica pomeriggio a Greenpoint

Olio su tela

  • 60
  • 80 cm


2016





Visita la collezione