Verona, Italia 1965
Nicola Verlato è un pittore, scultore, architetto e musicista nato a Verona il 19 febbraio 1965.
Ha studiato pittura nello studio di un anziano frate in un monastero dall'età di 9 anni fino ai 14.
Ha studiato liuto e composizione ai conservatori di Verona e Padova.
Ha studiato architettura presso l'Università di Venezia.
Tra le numerose occasioni espositive, il Padiglione Italiano alla 53ª Biennale di Venezia nel 2009, le Biennali di Praga e Tirana nel 2001, 2003 e 2004, la Quadriennale di Roma nel 1996 e nel 2008, le mostre al Palazzo Reale di Milano, al PAC e al MART, al Museo Nazionale di Stoccolma e al Museo Nazionale delle Belle Arti di Helsinki, la Nuit Blanche di Toronto, il Museo di Akron, i White Columns di New York, il Museo Nazionale di Roma alle Terme di Diocleziano e il Museo Nazionale di Matera-Palazzo Lanfranchi.
Il suo lavoro è rappresentato dalla Galleria Postmasters New York-Roma e dalla Galleria Morten Poulsen Copenhagen, dalla Isabel Croxatto a Santiago del Cile e dalla Galleria Giovanni Bonelli a Milano.
Le sue opere sono presenti nelle collezioni del MART Museo di Rovereto, del Museo George Lucas a Los Angeles e del Musac a Salamanca.
Dopo 14 anni a Venezia, 7 a Milano, 7 a New York e 7 a Los Angeles, ora risiede a Roma.
Nicola Verlato è noto per i suoi dipinti e sculture di arte figurativa, capaci di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Per potenziare ulteriormente le sue immagini, utilizza un processo articolato che combina tecniche classiche e tecnologie moderne come i programmi di modellazione 3D come Maya e Zbrush. I disegni preparatori ai dipinti simbolici e altamente illusionistici di Nicola Verlato hanno un valore intrinseco, tanto quanto quella degli autori del passato, primo fra tutti Raffaello. Diversamente dal grande maestro rinascimentale, la questione di Verlato è più complessa, il pittore ha oggi in potenza accesso ad una gamma di fonti e di tecniche per la creazione di immagini. Il riferimento a Raffaello non è casuale, Verlato, infatti, così come altri suoi colleghi, nutre una forte passione per l'arte rinascimentale. E' innegabile che per entrambi vi è una forte permeabilità nei confronti dell'immaginario visivo loro contemporaneo, di cui riescono a cogliere immagini, idee e persino i rudimenti di uno stile: versatili nei confronti di altri autori, ne intuiscono delle caratteristiche formali per poi trasformarli e renderli inequivocabilmente propri. Come quella di Verlato, l'arte di Raffaello è di tipo idealizzante, in cui le parvenze naturali devono essere corrette dall'artista secondo una certa idea di bellezza.
Verlato è un grande equalizzatore. Nel suo capace frullatore mescola senza sconcerto le categorie del sublime e del triviale - stabilite da una élite, come per comando divino. Nel suo ultimo progetto, l'artista aspira, nelle sue stesse parole, a "distillare una metafisica" dalla sottocultura dello skateboarding, dell'heavy metal e della pornografia. I suoi disegni e i dipinti, che trattano in gran parte il corpo umano colto nel movimento violento e reso in modo tale da creare un effetto illusionistico, possono essere quasi inevitabilmente letti a tema sessuale.