Oggiono, Italia 1980
Alex Folla è nato a Oggiono (Italia) l’8 giugno 1980, vive e lavora tra Filorera (Alpi), Milano e Carrara (Toscana).
Questo continuo viaggiare determina l’approccio al lavoro e al pensiero. E’ diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. E’ specializzato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
La sua pittura ha il sapore antico dei grandi maestri seicenteschi (i rossi di Caravaggio), ma Alex ci tiene a sottolineare che “odora di cipolla e salsiccia” perché imparata da solo in cucina più che nelle aule dell’accademia italiana dove la figurazione spesso è bandita in favore dell’informale e del concettuale, mentre lui non disdegna neppure l’affresco alla maniera di Michelangelo. “Nel mio lavoro – spiega – è fondamentale la differenza tra realismo fotografico e realismo pittorico. Il primo riproduce ciò che la macchina fotografica ha ripreso, il secondo, quello a cui tendo, riproduce ciò che è necessario. Il resto viene suggerito all’occhio che ingannato lo visualizza. Un esempio concreto è dipingere in un viso solo la parte illuminata e lasciare che sia l’occhio a ricostruire la parte in ombra che non c’è”.
Così nelle sue varie agiografie, suggestive tele preparate a bitume, la storia dei santi viene rivista in chiave moderna, pur nella tradizione plastica dei corpi a tratti ripresi con violento realismo nella loro fragilità e vecchiezza, corpi che prefigurano “le falene” di una sua altrettanto recente serie dedicata a nudi colti nel loro disfacimento. L’iconografia del Sant’Antonio, tormentato per anni da visioni mistiche, è modernizzata in chiave psicologia: il demone proietta un’ombra sulla mente del santo e ne appanna i sensi e la coscienza per meglio tentarlo con una rapida farfalla, simbolo montaliano di bellezza e voluttà, che gli sovrasta il capo.