Novellara, Italia 1955
Daniele Vezzani nasce a Novellara nel 1955, dove vive e lavora.
Ha studiato pittura all’accademia di Belle Arti di Bologna, ha esposto a Milano, Torino, Roma e gli sono state dedicate grandi mostre antologiche a Reggio Emilia (Civici Musei, 2008) e a Novellara (Museo Gonzaga, 2014). La pittura di Daniele Vezzani si chiude nei colori privati dell'animo, sceglie tonalità sommesse ma mai dimesse, adotta l'essenzialismo universale del cerchio domestico. Un mondo piccolo e infinito, riferibile e astratto, privato e condivisibile. La conferma pittorica che dal volto parte una radiografia verticale sull'essere. Le aperture della bellezza, tanto ampie e imprendibili, si dispongono ad un esperanto condivisibile dello sguardo emotivo. Siamo in un dipingere comunicativo che scende nei cunicoli sotto l'epidermide. In alto, sempre più verso l'alto: perchè sotto la pelle si può salire senza discendere. La complessa fisionomia del mondo parte dal gesto della femminilità che apre le sue flessuose ali.
Corpo, sguardo, sviluppo ripetitivo, ossessione, teatralità indiretta: Daniele Vezzani utilizza il minimo degli elementi scenici dentro una sensibile volontà di conoscienza. La concentrazione sulla fisicità è forte, la visione coraggiosa, il percorso complessivo coerente. Il rapporto parentale filtra i sentimenti verso qualcosa di delicato e davvero profondo. Un pezzo di sè si tramuta così in una magnifica ossessione: assoluta e libera, limpida e naturale. La miglior via per rendere se stesso (e quindi ogni adeguato fruitore) un osservatore privilegiato dei nodi interiori. Tutto, ieri come ogni domani, parte dal corpo e dalla corporalità.
CORPO: femminile, giovane, onesto. Vero nel porsi, profondo nel disporsi, sensuale nell'abbandonarsi alla perimetrazione dello sguardo. Vezzani ritrae le sue sue due figlie attraverso la fotografia. Carpisce l'energia nei loro occhi, coglie i brevi dissapori di un gesto, le veloci timidezze, i morbidi abbandoni, le istintive estasi, ogni normale paura. L'operazione pittorica, affinchè la moralità sia nella forma e nel suo contenuto, richiede atti di sensibilità chirurgica. In un attimo si potrebbe rompere l'onestà ritrattistica. Vezzani sottolinea uno status di solitudine e bellezza, erotismo e caparbietà, amore e istinto, paura e ammirevole coraggio. Una forza e un turbamento non certo semplici da narrare: e ciò lo vediamo tanto oggi quanto negli erotismi sublimi di Raffaello o Tiziano. La capacità di parlare in modo universale dipende dalla disposizione del guardare. L'occhio avanza davanti a sè con memoria già ricca.
SGUARDO: dell'artista in regia pittorica, da una parte; delle protagoniste che recitano la propria libertà, dall'altra. Incrocio sublime di silenziosi dialoghi che vibrano nei grigi perlacei del fondo. Su quel mare di profondità emotive c'è un occhio figurativo che carpisce il movimento sinuoso, la posa idealizzata, l'atteggiamento del pensiero con cui riformulare il proprio paesaggio. E' un occhio che decide di cambiare la normalità domestica in un acquario delle emozioni fortissime.
Vive a Novellara.