Novara, Italia 1980
Filippo Robboni, classe 1980 di Novara, è laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha partecipato a prestigiosi premi d’arte (nel 2004 fu finalista al Premio Cairo) ottenendo successo di critica e di pubblico.
La produzione di Filippo Robboni, novarese di nascita e milanese d’adozione, spazia tra olii su tela ed acquerelli su carta, creazioni a fondo bianco in cui geometrie precise costringono frammenti di umano. Corpi dilaniati, sradicati da vacue esistenze, vengono restituiti spezzati, interrotti. Il gesto pittorico marca la carne, svela la pigmentazione cutanea, tratteggia la veridicità cromatica. Robboni delinea intime anatomie di identità violate, disgregate dalla “densa vacuità” dell’inaudibile.
Volti spezzati, corpi sradicati da vacue esistenze e restituiti interrotti. Nelle tele di Filippo Robboni, incontenibili tensioni constringono il visibile, sconfessano umanità. Oppresse in una corporeità recisa, afasiche presenze dialogano mute in distopie alienanti. Pezzi di umano. Frammenti la cui umanità è incarnata nella sua stessa carnalità. Robboni delinea intime anatomie di identità violate. La densità degli olii marca la carne, il gesto pittorico svela la pigmentazione cutanea, le suevarietà e alterazioni, ne tratteggia la veridicità cromatica. Trattenuta nei labili contorni, repressa nelle coercizioni, la carne, coesa e fluida, irrora i corpi, pulsa, brulica incessante. Un "fiume di carne" che, palpitante, sembra trasudare un evanescente respiro - effimero tentativo di esistenza. Bocche dischiuse soffocano stridenti sussurri, atoni occhi vividi vengono sottratti a vite infrante: tratti di umano seguitano nei volti di identità rinnegate. Sospese nella dilatata contemporaneità dell'inaudibile, solitudini senza tempo sono dis-integrate. Diniego di umanità.